Iniziativa sui fuochi d’artificio: perché la Svizzera litiga sui suoi botti
Il 01.08.2026, a causa della siccità, il cielo è rimasto buio in molte località. Il 29.11.2026 la Svizzera decide se vietare del tutto ai privati i fuochi d'artificio rumorosi. Il primo sondaggio SSR indica il 69 per cento di sì, Consiglio federale e Parlamento dicono no. Un'analisi su protezione degli animali, tradizione, un divieto dei petardi naufragato e un'iniziativa che non chiarisce che cosa vieti esattamente.

Il 01.08.2026 il cielo è rimasto buio su gran parte della Svizzera. A causa della siccità diversi Cantoni, tra cui Basilea Campagna, San Gallo e Lucerna, avevano vietato l’accensione di fuochi d’artificio. I fautori di un divieto vi vedono una prova che se ne può fare a meno. «Le piazze dei paesi erano piene, gran parte delle sofferenze è stata evitata», ha dichiarato in ottobre Marco Mettler, direttore della Protezione Svizzera degli Animali PSA.
Domenica 29.11.2026 Popolo e Cantoni decideranno se l’eccezione diventerà la regola. L’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio», in breve iniziativa sui fuochi d’artificio, vuole sancire nella Costituzione il divieto di vendita e di uso dei fuochi d’artificio rumorosi. I grandi spettacoli pirotecnici resterebbero possibili soltanto in occasione di eventi d’importanza sovraregionale, con un’autorizzazione del Cantone. Consiglio federale e Parlamento respingono l’iniziativa.
Il popolo, finora, la pensa diversamente. Nel primo sondaggio SSR di gfs.bern il 69 per cento si è detto favorevole all’iniziativa, il 29 per cento contrario. Leewas e YouGov hanno rilevato rispettivamente il 68 e il 62 per cento di sì. Dei quattro oggetti su cui la Svizzera voterà il 29.11.2026, l’iniziativa sui fuochi d’artificio è quella che in tutti i sondaggi raccoglie la maggioranza più netta. Al tempo stesso è quella per cui è meno chiaro che cosa comporterebbe concretamente un sì.
| In breve | Iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio» |
|---|---|
| Votazione | Domenica 29.11.2026, necessaria la maggioranza del popolo e dei Cantoni |
| Contenuto | Nuovo articolo 74a della Costituzione federale: «La vendita e l’uso di fuochi d’artificio rumorosi sono vietati.» |
| Eccezioni | Autorizzazione del Cantone per eventi d’importanza sovraregionale |
| Resterebbero permessi | Fuochi d’artificio senza botti, come vulcani e fuochi del Bengala |
| Attuazione | Disposizioni d’esecuzione al più tardi due anni dopo un sì |
| Promotori | Associazione Feuerwerksinitiative con Protezione Svizzera degli Animali PSA, Vier Pfoten, Stiftung für das Tier im Recht e Fondation Franz Weber |
| Firme | 137 193 valide, depositate il 03.11.2023 |
| Parlamento | Raccomandazione di respingerla al Consiglio nazionale con 131 voti contro 50 e 18 astensioni, al Consiglio degli Stati con 40 contro 3 e 1 astensione |
| Raccomandazione | Consiglio federale e Parlamento: no |
Un’iniziativa senza partito
Dietro l’iniziativa non c’è un partito, ma un’associazione. Il promotore è Roman Huber, di Baden, ex giornalista e titolare di una scuola cinofila. Al lancio dell’iniziativa aveva detto che gli premeva la protezione di persone, animali e ambiente. Al momento del deposito, nel novembre 2023, era stato inoltre sottolineato, secondo la SRF, che anche gli animali selvatici soffrivano per i fuochi d’artificio rumorosi, perché non potevano fuggire e andavano nel panico. L’iniziativa è portata avanti dalla Protezione Svizzera degli Animali PSA, da Vier Pfoten, dalla Stiftung für das Tier im Recht e dalla Fondation Franz Weber. La sostiene anche la Lega svizzera contro il rumore (Lärmliga Schweiz).
La raccolta delle firme è cominciata nel maggio 2022; il deposito è avvenuto il 03.11.2023 con 137 429 firme, 137 193 delle quali riconosciute valide dalla Cancelleria federale. Dal 05.10.2026 la campagna per il sì fa pubblicità su oltre 900 schermi digitali nelle stazioni e nei centri cittadini. I soggetti mostrano un cane, una bambina e un cervo che si tappano le orecchie. Uno degli slogan: «Non tutti fanno festa.»
Che cosa vieta esattamente l’iniziativa sui fuochi d’artificio
L’iniziativa vieta i fuochi d’artificio «rumorosi». Che cosa significhi, il testo non lo precisa. Nel suo messaggio il Consiglio federale scrive che attualmente non esiste una definizione riconosciuta di fuochi d’artificio rumorosi. Le attuali categorie da F1 a F4 non sono d’aiuto, perché in ognuna si trovano prodotti che possono essere considerati rumorosi. In caso di sì toccherebbe al Parlamento e al Consiglio federale tracciare il confine.
Dove passerà questo confine è decisivo. Secondo i dati del settore, i petardi veri e propri rappresentano soltanto tra l’8 e il 10 per cento della cifra d’affari. L’insieme dei fuochi d’artificio rumorosi, compresi quindi razzi e batterie con effetto di scoppio, ne rappresenta circa il 70 per cento, secondo stime del settore riprese dal Consiglio federale nel suo messaggio. Tra un divieto che tocca un decimo del mercato e uno che ne tocca sette decimi si estende l’intero margine di manovra dell’attuazione. Chi il 29.11.2026 vota sì non sa esattamente che cosa vieta.
Poco chiara è anche l’eccezione. I grandi spettacoli pirotecnici resterebbero permessi solo per eventi «d’importanza sovraregionale», per esempio una festa del lago o una grande celebrazione del 1° agosto. I promotori assicurano: «Anche il grande spettacolo pirotecnico di una festa del lago e delle feste del 1° agosto nei Comuni potrà continuare a svolgersi.» Se una normale festa comunale valga davvero come evento sovraregionale, dovrebbe chiarirlo la legislazione d’esecuzione. Per gli oppositori sarebbe di fatto la fine delle feste di paese, dei matrimoni e degli anniversari delle società locali. Chiaro è soltanto questo: i privati non potrebbero più accendere fuochi d’artificio rumorosi, nemmeno durante eventi autorizzati.

Piccole quote, grandi picchi
Le cifre descrivono un settore piccolo e un impatto concentrato in poche notti. Secondo la stima dell’associazione di categoria, il mercato svizzero dei fuochi d’artificio vale da 50 a 60 milioni di franchi all’anno. Circa tre quarti della merce sono importati, soprattutto dalla Cina. Quattro fabbricanti svizzeri producono quasi esclusivamente fuochi d’artificio silenziosi; il settore conta circa 200 addetti diretti. Nel 2025 sono state consumate 1443 tonnellate di fuochi d’artificio, nel 2022 erano state 1876. Il Consiglio federale non vi individua una tendenza chiara.
I fuochi d’artificio producono ogni anno diverse centinaia di tonnellate di polveri fini: a seconda dell’anno, tra il 2 e il 3 per cento delle emissioni di polveri fini in Svizzera. In assenza di vento e con inversione termica, il valore limite giornaliero può essere superato per brevi periodi. Tra il 2018 e il 2022, su una media di 8500 incendi di edifici all’anno, 93 in media erano riconducibili ai fuochi d’artificio, circa l’1 per cento. Tra le persone con un’attività lucrativa, la statistica degli infortuni ha registrato tra il 2016 e il 2020 in media circa 200 infortuni all’anno dovuti a fuochi d’artificio, un buon terzo dei quali con danni all’udito. Rimangono circa 1300 tonnellate di residui, la cui pulizia è a carico dell’ente pubblico.
Difficile da misurare è ciò che sta più a cuore ai promotori: lo stress per gli animali. Secondo il messaggio, gli animali domestici reagiscono in modi diversi, anche con la fuga. Negli animali selvatici la fuga potrebbe consumare riserve di energia e provocare incidenti, talvolta con esito mortale, mentre gli uccelli verrebbero temporaneamente allontanati dai luoghi dove riposano e si alimentano. «Gli esseri umani possono prepararsi ai fuochi d’artificio, gli animali no», ha detto Andrea Schaller della Protezione Svizzera degli Animali alla conferenza stampa del comitato per il sì.
Il divieto dei petardi che nessuno ha voluto
Un compromesso era a portata di mano. La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale ha elaborato un controprogetto indiretto: il divieto dei soli petardi e una stretta sull’importazione nel traffico turistico. Il Consiglio federale, che respinge l’iniziativa, nel novembre 2025 ha ritenuto che anche il controprogetto si spingesse troppo oltre. Si è però detto favorevole al divieto di «fuochi d’artificio destinati esclusivamente a produrre scoppi senza effetti luminosi». Il Consiglio nazionale lo ha approvato nel dicembre 2025 con 97 voti contro 85, il Consiglio degli Stati nel giugno 2026.
Nella votazione finale del 19.06.2026 il controprogetto è stato bocciato dal Consiglio nazionale con 79 voti contro 114. Hanno votato contro l’UDC e il PLR; l’UDC ha messo in guardia da un aumento della burocrazia. I Verdi lo hanno respinto perché per loro non andava più abbastanza lontano. A dicembre lo avevano ancora approvato. «Così il 90 per cento dei fuochi d’artificio non sarebbe stato toccato affatto», ha spiegato il verde bernese Kilian Baumann, motivando l’inversione di rotta. I promotori hanno definito il controprogetto un «compromesso di facciata» e hanno mantenuto la loro iniziativa.
La conseguenza è paradossale. Se il popolo respinge l’iniziativa, a livello federale tutto resta com’è: nessun divieto dei soli petardi, nessuna stretta sull’importazione. Il controprogetto è uscito di scena e con esso il divieto dei soli petardi, che lo stesso Consiglio federale aveva sostenuto.
Il vestito di Arlecchino
Ciò che la Confederazione non disciplina, lo disciplinano Cantoni e Comuni. In nove delle dieci maggiori città svizzere l’uso dei fuochi d’artificio è soggetto a restrizioni. Nella città vecchia di Berna i fuochi d’artificio delle categorie da F2 a F4 sono vietati dal 2021; Basilea Città ammette razzi e petardi solo la vigilia e il giorno della Festa nazionale, nonché a San Silvestro. Davos ha vietato i fuochi d’artificio rumorosi nel 2020 con una votazione comunale; nel 2025 sono stati 37 i Comuni grigionesi a vietarli. A Rüti, nell’Oberland zurighese, il 30.11.2025 gli aventi diritto di voto hanno approvato con il 59,7 per cento un divieto valido tutto l’anno. Secondo la Protezione Svizzera degli Animali, oltre 100 Comuni hanno adottato restrizioni o divieti.
Dal 01.04.2026, inoltre, in tutti i Cantoni vige il divieto di fuochi d’artificio negli spazi interni accessibili al pubblico. All’origine c’è il tragico incendio del bar «Le Constellation» di Crans-Montana, nella notte di Capodanno 2026, in cui sono morte 40 persone. Secondo i primi accertamenti del Ministero pubblico vallesano, a innescare il rogo sono state fontane pirotecniche poste su bottiglie di champagne. Con l’iniziativa, che vuole vietare i fuochi d’artificio rumorosi, questo divieto non ha nulla a che vedere. A causa del divieto cantonale, la commissione del Consiglio degli Stati ha però rinunciato a disciplinare anche a livello federale i fuochi d’artificio negli spazi interni.
Per gli oppositori questo vestito di Arlecchino dimostra che le regole attuali funzionano: chi vuole la quiete può ottenerla nel proprio Comune. Per i fautori dimostra il contrario. L’agricoltore Lukas Jost, che fa parte del comitato per il sì, afferma che le numerose restrizioni comunali creano un confuso vestito di Arlecchino.
Gli schieramenti
Consiglio federale e Parlamento raccomandano di votare no; sul fronte del no si schierano l’UDC, il PLR e l’Alleanza del Centro e, in Parlamento, in maggioranza anche i Verdi liberali. Un comitato interpartitico con rappresentanti dell’UDC, del Centro, dei Giovani liberali radicali, dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e dell’associazione Pro Feuerwerk conduce la campagna per il no, a suo dire soprattutto su internet, perché i mezzi sarebbero limitati. «A una vera festa i fuochi d’artificio non possono mancare», ha detto Daniel Bussmann, presidente dell’associazione Pro Feuerwerk. Il direttore dell’USAM Urs Furrer ha avvertito: «Se nel Paese abbiamo soltanto divieti, alla fine le piccole e medie imprese soffocano.»
In Parlamento i Verdi e il PS si sono schierati a favore dell’iniziativa, anche se sulla raccomandazione di respingerla 13 membri del PS si sono astenuti. «Molte persone non sono più disposte a subire per giorni il frastuono dei fuochi d’artificio, che fa piacere soltanto a pochi», ha detto Kilian Baumann al Consiglio nazionale. La liberale radicale zurighese Bettina Balmer ha ribattuto: «È compito dello Stato mettere sotto tutela la popolazione?» Il ministro dell’ambiente Albert Rösti ha fatto riferimento al Tribunale federale: «Secondo il Tribunale federale esiste un interesse pubblico degno di protezione al rispetto della tradizione dei fuochi d’artificio.»

Arena: vietare i fuochi d’artificio rumorosi?
A favore: sì all’iniziativa
- Gli animali soffrono: animali domestici, da reddito e selvatici vanno nel panico, gli uccelli vengono scacciati dai loro luoghi di riposo.
- L’uso privato è sfuggito di mano, i botti durano spesso per giorni.
- Sicurezza: ustioni, danni all’udito e incendi si potrebbero evitare.
- Ambiente: polveri fini, metalli e circa 1300 tonnellate di residui all’anno.
- Una regola nazionale sostituisce il vestito di Arlecchino delle norme comunali.
- I grandi spettacoli pirotecnici negli eventi sovraregionali restano possibili, i fuochi silenziosi anche per i privati.
Contro: no all’iniziativa
- Le regole esistenti bastano: Cantoni e Comuni possono già oggi limitare e vietare.
- Tradizione: i fuochi d’artificio fanno parte del 1° agosto, di San Silvestro e delle feste di paese.
- Il disagio si limita a pochi giorni all’anno.
- Concetti vaghi: che cosa sia rumoroso e che cosa sovraregionale resta aperto.
- Aggiramento: gli acquisti all’estero e su internet sono difficili da controllare, il commercio specializzato viene soppiantato.
- Un divieto non ha posto nella Costituzione.
Uno sguardo oltre confine
Con un divieto la Svizzera non sarebbe sola. I Paesi Bassi hanno deciso di vietare i fuochi d’artificio per i consumatori privati; il prossimo Capodanno dovrebbe essere il primo senza fuochi privati. Sono così il secondo Paese europeo, dopo l’Irlanda, a limitare tanto severamente l’uso privato. In Germania i fuochi d’artificio possono di norma essere accesi solo a cavallo di San Silvestro, e diverse città hanno istituito zone di divieto. In sondaggi tedeschi del 2018 e del 2019, tra il 57 e il 58 per cento degli interpellati si è detto favorevole a vietare i fuochi d’artificio rumorosi o, a seconda del sondaggio, i botti di San Silvestro.
I sondaggi: un vantaggio netto
Nel primo sondaggio di tendenza condotto da gfs.bern per la SSR dal 05 al 18.10.2026, l’iniziativa è in vantaggio con il 69 per cento contro il 29. Il 55 per cento è decisamente favorevole, il 19 per cento decisamente contrario. Leewas ha rilevato per Tamedia e «20 Minuten», il 07 e l’08.10.2026, il 68 per cento di sì contro il 30 per cento di no; YouGov, dal 07 al 19.10.2026, il 62 contro il 33 per cento. Il consenso si spinge in profondità nel campo borghese: secondo gfs.bern sostengono l’iniziativa anche i simpatizzanti dell’UDC, con il 53 per cento, e quelli del PLR, con il 59 per cento, benché i loro partiti abbiano deciso di raccomandare il no. Le donne dicono sì più nettamente (76 per cento) degli uomini (60 per cento). «L’iniziativa sui fuochi d’artificio ha davvero buone possibilità di essere accolta», ha dichiarato alla SRF il politologo Lukas Golder di gfs.bern. I valori sono in linea con rilevazioni precedenti: a fine 2023 l’istituto Demoscope aveva misurato per il portale Watson un consenso del 76 per cento, a fine 2024 gfs.bern del 68 per cento. Come rileva lo stesso gfs.bern, tuttavia, nel corso della campagna le iniziative popolari perdono di regola consensi. Oltre alla maggioranza del popolo occorre anche quella dei Cantoni. Secondo YouGov l’iniziativa è in testa in tutti i Cantoni, di stretta misura in quelli di Ginevra, Vaud, Vallese e Obvaldo.
| Sondaggio | Rilevazione | Sì | No | Indecisi |
|---|---|---|---|---|
| gfs.bern per la SSR | Dal 05 al 18.10.2026, 14 874 persone interpellate | 69 | 29 | 2 |
| YouGov Schweiz | Dal 07 al 19.10.2026, 2949 persone interpellate | 62 | 33 | 6 |
| Leewas per Tamedia e «20 Minuten» | 07 e 08.10.2026, 11 239 persone interpellate | 68 | 30 | n. d. |
Che cosa cambierebbe con un sì e con un no
| In caso di sì | In caso di no | |
|---|---|---|
| Diritto | Divieto nella Costituzione, disposizioni d’esecuzione al più tardi due anni dopo la votazione | Restano le regole attuali, decidono Cantoni e Comuni |
| 1° agosto | Fuochi d’artificio rumorosi solo durante eventi autorizzati d’importanza sovraregionale, per i privati solo fuochi silenziosi | Come oggi, compresi i divieti in caso di siccità |
| San Silvestro | Vietati i botti dei privati, i grandi eventi necessitano di un’autorizzazione del Cantone | Come oggi |
| Settore | Perdite soprattutto per importatori e commercianti, produttori svizzeri meno toccati | Nessun intervento, restano possibili i divieti comunali |
| Divieto dei petardi | contenuto nell’iniziativa | accantonato, il controprogetto è fallito |
In caso di sì, le nuove regole dovrebbero essere in vigore al più tardi a fine novembre 2028. Il passaggio d’anno 2028/29 sarebbe quindi, al più tardi, il primo in cui i privati non potrebbero più accendere fuochi d’artificio rumorosi; il 01.08.2029, al più tardi, la prima Festa nazionale.
Cronologia
Commento: l’irritazione è legittima, la Costituzione è il posto sbagliato
Chi ha accompagnato almeno una volta un cane attraverso una notte di San Silvestro capisce i promotori. Il continuo scoppiare di botti per giorni, prima e dopo le feste, è un tormento per molte persone e per molti animali. Raramente serve ad altro che al divertimento di pochi. Che due terzi degli interpellati vogliano un divieto è un segnale chiaro.
Eppure questo divieto non ha posto nella Costituzione federale. L’iniziativa vieta qualcosa che essa stessa non definisce. Ammette eccezioni in base a un criterio che nessuno conosce. Che cosa sia rumoroso e quale festa sia sovraregionale lo stabilirebbero in seguito l’amministrazione e il Parlamento. Chi vota sì firma un assegno in bianco. I Comuni, intanto, dimostrano che si può fare diversamente: Davos e Rüti hanno deciso alle urne, decine di Comuni grigionesi hanno vietato di propria iniziativa i fuochi d’artificio rumorosi. È federalismo vissuto, non un vestito di Arlecchino.
A fallire, in questa vicenda, è stato il Parlamento. Con il divieto dei soli petardi c’era sul tavolo un compromesso ragionevole. Il Consiglio federale riteneva sì che il controprogetto nel suo insieme si spingesse troppo oltre, ma sosteneva il divieto dei soli petardi. L’UDC, il PLR e i Verdi hanno affossato il controprogetto per ragioni opposte. Ora al popolo resta solo la scelta tra tutto e niente. Chi vuole salvare la tradizione dovrà fare in modo, dopo un no, che i botti diventino comunque meno rumorosi. Altrimenti arriverà la prossima iniziativa. Non sarà meno severa.
Tutti i dati sono aggiornati al 30.10.2026. Le cifre su mercato e consumi si basano su stime dell’associazione di categoria e delle autorità federali. Il secondo sondaggio SSR sarà pubblicato in novembre, dopodiché questo articolo verrà aggiornato. Le citazioni rilasciate in un’altra lingua sono state tradotte dalla redazione. Le fonti sono citate nella lingua originale.
Sullo stesso tema: 13a mensilità AVS: il popolo ha ordinato, ora gli si presenta il conto · Iniziativa per l’equità: il Centro sfida il sì all’imposizione individuale · Legge sul materiale bellico: quanta neutralità sopporta l’industria degli armamenti?
Fonti
- Consiglio federale: pagina di votazione dell’iniziativa sui fuochi d’artificio, con le spiegazioni (stato al 12.10.2026)
- Swissvotes: testo in votazione, decreto federale del 19.06.2026
- Swissvotes: messaggio del Consiglio federale (16.10.2024)
- Federas su mandato dell’UFAM: Rechtliche und wirtschaftliche Abklärungen (09.07.2024)
- Consiglio federale: parere sul controprogetto indiretto (26.11.2025)
- Parlamento/SDA: dibattito al Consiglio nazionale (11.12.2025)
- SRF: Nationalratsdebatte zwischen Freiheit und Rücksicht (11.12.2025)
- CSEC-S: comunicato stampa sul divieto negli spazi interni (05.05.2026)
- Parlamento/SDA: dibattito al Consiglio degli Stati (03.06.2026)
- Consiglio nazionale: votazione finale sull’iniziativa (19.06.2026)
- Consiglio degli Stati: votazione finale sull’iniziativa (19.06.2026)
- Consiglio nazionale: votazione finale sul controprogetto (19.06.2026)
- SRF: Initiative kommt ohne Gegenvorschlag vors Volk (26.06.2026)
- Südostschweiz/SDA: Nach gescheitertem Gegenvorschlag vor dem Volk (26.06.2026)
- Blick/Beobachter: Was am 1. August gilt (28.07.2026)
- blue News: una Festa nazionale senza fuochi d’artificio (02.08.2026)
- cash.ch/AWP: Gewerbe und Bürgerliche warnen vor Feuerwerksverbot (06.10.2026)
- cash.ch/AWP: Ja-Komitee fordert mehr Rücksicht (13.10.2026)
- Plattform J: avvio della campagna del comitato per il sì (13.10.2026)
- SRF: Ja-Komitee fordert mehr Rücksicht beim Feiern (13.10.2026)
- swissinfo.ch: Nuisance or festive tradition? (13.10.2026)
- cash.ch/AWP: primo sondaggio Tamedia sulla votazione del 29.11.2026 (14.10.2026)
- YouGov Schweiz: barometro d’opinione sulle votazioni del 29.11.2026 (20.10.2026)
- gfs.bern: SRG-Trendumfrage, 1. Welle zur Abstimmung vom 29.11.2026 (23.10.2026)
- SRF: Erste SRG-Umfrage zur Feuerwerksinitiative (23.10.2026)
- Südostschweiz/SDA: Bundesrat gegen die Feuerwerksinitiative (22.10.2026)
- NZZ: Stille Nacht statt 1.-August-Raketen (30.07.2025)
- Plattform J: Berner Stadtrat für ein Verbot (13.03.2026)
- SRF: deposito dell’iniziativa (03.11.2023)
- Aargauer Zeitung: Fertig mit der Knallerei (03.11.2023)
- SRF: lancio dell’iniziativa (03.05.2022)
- Volksstimme/dpa: i fuochi d’artificio in Germania (27.12.2019)
- GfK per PETA Deutschland: sondaggio sui fuochi d’artificio rumorosi (2018)
- NL Times: Dutch consumer fireworks ban cleared (01.07.2026)
- blue News: Brandursache Crans-Montana
- SRF: Pyroverbot in öffentlich zugänglichen Räumen beschlossen
- Consiglio federale: parere sul rapporto della CSEC-N del 24.10.2025, FF 2025 3488 (26.11.2025)
- Consiglio federale: messaggio concernente l’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio», versione provvisoria (16.10.2024)
- Consiglio federale: Il Consiglio federale si esprime sul controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio» (26.11.2025)
- Cancelleria federale: spiegazioni del Consiglio federale per la votazione popolare del 29.11.2026



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