Senza un primo impiego non c’è carriera: come l’IA cambia l’ingresso nel mondo del lavoro
Una quota più bassa di annunci per chi cerca un primo impiego, più informatici disoccupati, un tirocinio stabile: che cosa dicono davvero i dati sull'IA e sull'ingresso nella vita professionale.

Un terzo di posti junior in meno: dall’estate il dato rimbalza tra titoli di giornale e documenti delle associazioni di categoria. Proviene dal rapporto di jobs.ch sull’intelligenza artificiale e misura qualcosa di molto preciso. Nel 2025 la quota degli annunci destinati a chi cerca un primo impiego, sul totale degli annunci di lavoro, era inferiore del 32 per cento alla media degli anni dal 2019 al 2022. È un segnale d’allarme. Non è però la prova che l’intelligenza artificiale stia togliendo il lavoro ai giovani.
Chi discute di IA e di primi impieghi trova ormai in Svizzera una quantità sorprendente di dati. Ne emerge un quadro più sfumato di quello dei titoli. Nelle professioni i cui compiti possono essere svolti in larga parte dall’IA generativa, la disoccupazione è aumentata nettamente più che altrove. I laureati nei settori della tecnica e dell’IT e in scienze economiche faticano di più a trovare un impiego. La disoccupazione giovanile registrata procede invece di pari passo con il resto del mercato del lavoro; nei sondaggi della Confederazione, tuttavia, nel 2025 la disoccupazione dei giovani è a tratti cresciuta molto più rapidamente. E il tirocinio, scelto secondo la SEFRI da circa due terzi dei giovani, non mostra finora alcun segno di flessione dovuta all’IA.
| Fonte | Che cosa viene misurato | Risultato |
|---|---|---|
| Rapporto sull’IA di jobs.ch (24.06.2026) | Quota degli annunci per un primo impiego sul totale degli annunci | Nel 2025 il 32 % in meno rispetto alla media dal 2019 al 2022 |
| KOF, Politecnico federale di Zurigo (ottobre 2025) | Disoccupati nelle professioni fortemente esposte all’IA | Aumento fino al 27 % più marcato che nelle professioni poco esposte |
| SECO (rapporti di settembre 2022 e 2026, nostri calcoli) | Disoccupati iscritti dai 15 ai 24 anni | 53 % in più da settembre 2022, totale 57 % in più |
| UST, tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO (17.02.2026) | Giovani dai 15 ai 24 anni | 8,9 % nel quarto trimestre 2025, contro l’8,3 % di un anno prima (totale: 5,0 contro 4,4 %) |
| Indagine UST sui diplomati delle scuole universitarie (27.08.2026) | Disoccupazione un anno dopo il diploma | Bachelor SUP in tecnica e IT: 6,4 %; diplomati del 2022: 3,0 % |
| Barometro della transizione SEFRI (11.06.2026) | Offerta di posti di tirocinio in primavera | Circa 74 000 posti di tirocinio, mercato stabile |
| SEFRI, mercato dei posti di tirocinio (17.09.2026) | Contratti di tirocinio conclusi fino a fine agosto | Circa 76 000, in linea con gli anni precedenti |
| Barometro della transizione SEFRI, rilevazione di agosto (29.10.2026) | Posti di tirocinio e loro assegnazione fino ad agosto | Circa 86 000 offerti, oltre 75 000 assegnati (88 %) |
| Stanford Digital Economy Lab (12.08.2026) | Occupazione dei giovani dai 22 ai 25 anni nelle professioni esposte negli Stati Uniti | Inferiore del 19 % rispetto a un andamento pari a quello delle professioni poco esposte |
Il dato che tutti citano
Il rapporto di jobs.ch sull’IA analizza 7,3 milioni di annunci apparsi tra il 2019 e il 2025 su jobs.ch, jobup.ch e JobScout24.ch. Confronta una fase precedente all’IA, dal 2019 al 2022, con quella successiva, dal 2023 al 2025. Il risultato relativo ai principianti riguarda l’insieme delle professioni. Misura la quota degli annunci, non il loro numero. Se dunque le offerte d’impiego diminuiscono nel complesso e le aziende risparmiano soprattutto sui profili junior, questa quota scende. Nel dibattito pubblico, ad esempio da parte di Economiesuisse, se ne è ricavato un calo del numero delle offerte d’impiego a partire dalla fine del 2022. Il rapporto non dice questo.
Per jobs.ch sono esposti all’IA i ruoli nell’informatica, nell’amministrazione e nelle risorse umane, nelle banche e nella finanza, nel marketing, negli acquisti e nelle vendite. Rappresentano il 44 per cento di tutti gli annunci. Secondo il rapporto, in questi ambiti la quota degli annunci per un primo impiego è scesa in misura relativamente maggiore che nel resto del mercato. Il direttore generale di JobCloud, Marco Bertoli, lo riassume così: «Chi oggi entra nella vita professionale si trova di fronte a un mercato del lavoro diverso da quello di pochi anni fa».
A ciò si aggiunge il clima. Secondo il rapporto, il 41 per cento degli interpellati sotto i 25 anni teme molto o moltissimo di essere in futuro sostituito in parte dall’IA. Tra chi ha dai 25 ai 34 anni la quota è del 37 per cento. Il sondaggio è stato condotto tramite le piattaforme e le newsletter di JobCloud e, secondo quanto indicato dagli stessi autori, non è rappresentativo della popolazione. Come termometro dell’umore è comunque utile.
Che cosa mostra la statistica della disoccupazione
Il banco di prova più severo per la tesi dei giovani soppiantati è la statistica ufficiale. Nel settembre 2022, circa due mesi prima del lancio di ChatGPT, la SECO contava 9368 disoccupati tra i 15 e i 24 anni. Nel settembre 2026 erano 14 346. Si tratta di un aumento del 53 per cento. Nello stesso periodo il numero complessivo dei disoccupati iscritti è salito da 89 526 a 140 480, ossia del 57 per cento. Il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 2,1 al 3,3 per cento, quello complessivo dall’1,9 al 3,0 per cento.
Tra i giovani i disoccupati sono dunque nettamente più numerosi di quattro anni fa, ma tra i disoccupati iscritti l’aumento non è più ripido che per tutti gli altri. La loro quota sul totale dei disoccupati era del 10,5 per cento nel 2022 e del 10,2 per cento nel 2026. Un’ondata di IA che colpisse in modo mirato i più giovani al primo impiego dovrebbe far salire questa quota. Finora non è successo. Questo dato non comprende tuttavia i laureati con più di 24 anni.
La statistica della disoccupazione ha però dei punti ciechi. Rileva soltanto le persone iscritte presso un ufficio regionale di collocamento (URC). Chi cerca un impiego dopo gli studi senza aver svolto in precedenza un’attività lucrativa riceve al massimo 90 indennità giornaliere, e soltanto dopo un termine d’attesa di 120 giorni. Molti disoccupati non sono nemmeno iscritti a un URC, come mostra il tasso di disoccupazione dell’UST, nettamente più elevato. Questo tasso, calcolato secondo la definizione dell’Organizzazione internazionale del lavoro, si basa su sondaggi.
Tra il secondo trimestre 2024 e il secondo trimestre 2025 il tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO dei giovani tra i 15 e i 24 anni è salito dal 5,9 al 7,6 per cento, molto più del tasso complessivo, passato dal 4,0 al 4,6 per cento. Nel quarto trimestre 2025 ha raggiunto l’8,9 per cento, contro l’8,3 per cento di un anno prima. È dunque aumentato dello stesso numero di punti percentuali del tasso complessivo, salito dal 4,4 al 5,0 per cento. Secondo questa misurazione, per un certo periodo i giovani hanno quindi sofferto di più. Nel secondo trimestre 2026 il tasso complessivo si è attestato al 4,9 per cento, contro il 4,6 per cento di un anno prima.
A ciò si aggiunge un andamento stagionale. Ogni estate la disoccupazione giovanile aumenta perché, al termine del tirocinio, molti giovani cercano un posto, come ha spiegato la SECO in anni precedenti. Nel 2026, tra luglio e agosto, i disoccupati iscritti con meno di 25 anni sono aumentati di 2384 unità, pari al 19,4 per cento. Rispetto all’agosto 2025 l’aumento è stato del 7,3 per cento, contro il 7,1 per cento per l’insieme dei disoccupati.
Il KOF trova delle tracce
Uno degli studi svizzeri più importanti porta la firma di Jeremias Kläui e Michael Siegenthaler, del Centro di ricerche congiunturali KOF del Politecnico federale di Zurigo. I due ricercatori hanno confrontato le professioni i cui compiti possono essere svolti in larga parte dall’IA generativa con professioni poco toccate. Risultato: dall’autunno 2022 il numero dei disoccupati in cerca d’impiego nelle professioni fortemente esposte è cresciuto fino al 27 per cento in più che nelle altre. Tra le persone sotto i 50 anni, in queste professioni, è più che raddoppiato. Nel 2024 e nel 2025 gli annunci di lavoro nei campi professionali fortemente toccati hanno raggiunto soltanto tra il 60 e il 70 per cento del livello di partenza. «Nel complesso, però, i risultati indicano in modo piuttosto netto che dietro l’aumento della disoccupazione osservato di recente in alcune professioni fortemente esposte all’IA vi è l’IA generativa», ha dichiarato Siegenthaler alla pubblicazione dello studio.
Nel 2026 Siegenthaler ha aggiornato l’analisi. In un contributo per la «Netzwoche» indica ora un valore fino al 30 per cento. Dalla fine del 2022 alla fine del 2025, afferma, il numero degli sviluppatori di software disoccupati è quasi triplicato. «Non vi sono quasi fattori alternativi plausibili in grado di spiegare questo brusco aumento», scrive.
Gli autori restano comunque prudenti. La loro analisi, precisano, non è una prova definitiva dell’influsso dell’IA. Misura gli spostamenti tra professioni, non l’effetto complessivo: tra il terzo trimestre 2020 e il secondo trimestre 2025 il numero degli occupati in Svizzera è aumentato del 7,4 per cento. E per la questione di chi è al primo impiego c’è un dettaglio importante. Lo studio esclude la fascia dai 15 ai 19 anni perché i casi sono troppo pochi. Non contiene un’analisi specifica per chi ha appena concluso il tirocinio.
Un andamento simile emerge dal monitoraggio economico zurighese del settembre 2026. Nel Cantone di Zurigo, da ottobre 2022 a giugno 2026, il numero delle persone in cerca d’impiego nelle professioni esposte all’IA è aumentato del 118 per cento, in quelle a bassa esposizione del 13 per cento. A trainare la crescita sono stati lo sviluppo di software, le attività d’ufficio generiche e il marketing. Il Cantone sottolinea che non se ne può dedurre un nesso causale.
Quanto sia esteso il coinvolgimento lo ha stimato il Fondo monetario internazionale nel suo rapporto sulla Svizzera del settembre 2026. Ne risulta che circa il 68 per cento degli occupati in Svizzera lavora in professioni con una marcata esposizione all’IA. Circa un quarto è fortemente esposto, mentre l’IA ne integra il lavoro solo in misura limitata. Secondo il rapporto, già soltanto i posti di questo tipo nel settore finanziario e assicurativo, nell’informazione e comunicazione e nel settore alberghiero e della ristorazione rappresentano circa il 13 per cento dell’occupazione totale. Il rapporto non esamina separatamente i posti di primo impiego.
Dove gli spazi si restringono: in ufficio e all’università
I segnali d’allarme più netti non riguardano gli apprendisti, bensì i laureati. Secondo l’indagine dell’UST sui diplomati delle scuole universitarie del 27.08.2026, un anno dopo il diploma era disoccupato il 6,4 per cento dei titolari di un bachelor di una scuola universitaria professionale nel settore tecnica e IT; tra i diplomati del 2022 la quota era del 3,0 per cento. Tra i titolari di un master universitario in scienze economiche il valore è salito dal 3,5 all’8,5 per cento, sull’insieme dei master universitari dal 3,9 al 6,4 per cento. Come motivo delle loro difficoltà, gli interpellati hanno citato più spesso la mancanza di esperienza professionale, e inoltre la situazione dei posti nel proprio settore e la congiuntura economica. Nel rapporto l’IA non compare tra le cause.
Per il suo Swiss AI Jobs Report 2026, la Scuola universitaria professionale di Lucerna (HSLU) ha analizzato gli annunci per specialisti di IA. Da luglio 2025 a giugno 2026 sono stati messi a concorso poco meno di 5000 posti di questo tipo, secondo lo studio il 32 per cento in più dell’anno precedente. È vero che anche la domanda di principianti è cresciuta, ma solo il 5 per cento degli annunci riguardava posti fissi per profili junior. I posti per specialisti esperti sono aumentati del 42 per cento. Persino per le posizioni d’ingresso, si legge nello studio, vengono spesso richiesti da due a tre anni di esperienza professionale. «Le persone che entrano nel mondo del lavoro descrivono il mercato dell’impiego come estremamente competitivo», afferma l’autore dello studio, Curdin Derungs.
L’economista Mathias Binswanger, della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale, vede sotto pressione soprattutto i nuovi arrivati, perché in ambito manageriale vengono spesso incaricati di ricerche, rapporti e analisi di mercato. «Proprio queste attività si possono svolgere facilmente con l’IA, cosicché per i nuovi arrivati diventa più difficile», ha dichiarato in aprile a «Nau.ch». Toni simili giungono dal mondo della consulenza. «L’IA cambia il modo in cui iniziano le carriere e si forma il sapere specialistico», afferma Adrian Jones, partner di PwC Svizzera. E l’imprenditore Christian Bartholet, a capo della Grass & Partner AG, osserva: «Secondo la mia valutazione, al momento la situazione è particolarmente impegnativa per chi entra nel mondo del lavoro».
Il tirocinio fa da cuscinetto
Ben diversa è la situazione del tirocinio, scelto in Svizzera, secondo la SEFRI, da circa due terzi dei giovani. Il Barometro della transizione, per il quale gfs.bern ha interpellato su mandato della SEFRI, da febbraio ad aprile 2026, circa 7500 giovani e 5000 aziende, segnala un mercato dei posti di tirocinio stabile. Al momento del sondaggio le aziende offrivano, secondo le proiezioni, circa 74 000 posti di tirocinio. Il 72 per cento delle aziende ha messo a concorso lo stesso numero di posti dell’anno precedente; quelle che ne hanno offerti di più e quelle che ne hanno offerti di meno rappresentano il 10 per cento ciascuna. Secondo il barometro, la formazione commerciale di base resta particolarmente richiesta.
A fine maggio erano stati firmati oltre 54 500 contratti di tirocinio, all’incirca quanti un anno prima. Entro fine agosto in tutta la Svizzera sono stati conclusi circa 76 000 contratti di tirocinio, secondo la SEFRI in linea con gli anni precedenti. La rilevazione di agosto del Barometro della transizione, i cui risultati la SEFRI ha pubblicato il 29.10.2026, mostra lo stesso quadro. Le aziende hanno mantenuto costante la loro offerta: hanno proposto circa 86 000 posti di tirocinio e fino ad agosto ne erano stati assegnati oltre 75 000, il che corrisponde a un tasso di assegnazione dell’88 per cento. Degli oltre 91 000 giovani che nell’estate 2026 hanno concluso la scuola dell’obbligo, il 49 per cento ha scelto una formazione professionale di base, il 34 per cento un percorso di formazione generale e il 17 per cento una soluzione transitoria; secondo la SRF, le quote sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente. Nei comunicati della Confederazione sul tirocinio di giugno e di settembre l’IA non compare, e nemmeno nel resoconto sulla rilevazione di agosto.

Per questo gli esperti ritengono che la pressione non abbia ancora raggiunto il mercato dei posti di tirocinio. «L’offerta nel ramo commerciale non sembra diminuire, o almeno non ancora in misura sostanziale», ha dichiarato in agosto alla «Bilanz» Urs Casty, fondatore della piattaforma di posti di tirocinio Yousty. L’economista dell’educazione Stefan C. Wolter, dell’Università di Berna, rimanda alle aziende: «Se sul mercato dei posti di tirocinio succede qualcosa su vasta scala, l’impulso deve venire dalle imprese». Patrick Leisibach di Avenir Suisse osserva: «Al momento, in molti ambiti, la pressione legata al timore che una professione sia in pericolo non si è ancora fatta sentire». Alexander Bélaz, presidente dell’associazione di lavoratori dipendenti Angestellte Schweiz, in un contributo pone la questione in termini di principio: «L’IA sostituisce raramente l’intera professione, bensì singoli compiti, routine, schemi appresi».
Un primo segnale d’allarme, tuttavia, c’è. Nell’agosto 2026 si è appreso che l’azienda di formazione bernese BICT deve chiudere. Circa 120 giovani in formazione in informatica e mediamatica hanno temuto per il loro tirocinio. Oltre a un credito Covid, alla situazione economica e alle misure di risparmio della Posta e della Confederazione, il fondatore ha indicato anche l’IA come uno dei vari motivi. Secondo un aggiornamento della «Netzwoche» dell’11.09.2026, la Technische Fachschule Bern rileverà entro novembre 2026 gli 80 apprendisti del primo e del secondo anno di tirocinio.
Il confronto con gli studi americani ha quindi dei limiti. I dati di Stanford, molto citati, riguardano i giovani tra i 22 e i 25 anni negli Stati Uniti. In Svizzera, secondo la SEFRI, circa due terzi dei giovani scelgono una formazione professionale di base. Molti elementi lasciano pensare che un’azienda di tirocinio faccia calcoli diversi: forma giovani anche per crescere in casa i propri specialisti. È probabile che con l’IA questo calcolo cambi più lentamente di quello di un’impresa chiamata ad assumere un profilo junior già formato.



IA e primi impieghi in America: che cosa mostrano i dati di Stanford
Uno degli studi internazionali più citati si intitola «Canaries in the Coal Mine?» ed è firmato da Erik Brynjolfsson, Bharat Chandar e Ruyu Chen dello Stanford Digital Economy Lab. I ricercatori analizzano i dati salariali del fornitore di servizi di elaborazione delle paghe ADP per milioni di occupati negli Stati Uniti. Nella versione dell’agosto 2025 stimavano per i giovani tra i 22 e i 25 anni nelle professioni più esposte un calo relativo dell’occupazione del 13 per cento. Nella revisione del 12.08.2026 utilizzano una misura più semplice. In base a essa, l’occupazione di questo gruppo si situa il 19 per cento al di sotto del livello che avrebbe raggiunto se avesse tenuto il passo con le professioni poco esposte. Con i dati fino a luglio 2025, secondo questa misura, lo scarto era del 15 per cento.
Secondo i dati, il divario nasce soprattutto da un minor numero di nuove assunzioni di giovani lavoratori, non da un aumento delle uscite. Gli autori, tuttavia, non vedono una sostituzione su larga scala. Sottolineano espressamente che il loro lavoro non stima un effetto causale dell’IA. Un’analisi della società di carte aziendali Ramp e di Revelio Labs su oltre 21 000 imprese statunitensi, alla quale Economiesuisse si è richiamata in luglio, giunge a una conclusione diversa. Le aziende che fanno un uso intensivo dell’IA hanno aumentato l’occupazione di circa il 10 per cento nei due anni successivi all’introduzione, e quella nelle posizioni d’ingresso di circa il 12 per cento.
Un altro studio ridimensiona i timori per i neolaureati. Secondo un documento di discussione di Robert Fairlie e Jane Wu (University of California, Los Angeles), pubblicato nel settembre 2026 nella serie di documenti di discussione della rete di economisti IZA@LISER, nell’estate 2026 la disoccupazione dei titolari di un bachelor tra i 22 e i 25 anni negli Stati Uniti non ha registrato un’impennata rispetto alle estati precedenti. Non emerge un nesso significativo con l’esposizione delle professioni all’IA, e nemmeno questi autori traggono conclusioni causali.
Congiuntura, dazi, India: gli altri sospettati
Che l’IA non sia, con ogni probabilità, la sola responsabile lo mostra già la tempistica. L’aumento della disoccupazione è coinciso con una fase di debolezza della congiuntura industriale e, dal 2025, con la disputa sui dazi con gli Stati Uniti. Il KOF ha riscontrato un effetto negativo sugli annunci già nel 2020, l’anno della pandemia, dunque prima di ChatGPT. A ciò si aggiunge la delocalizzazione. Secondo «Nau.ch», UBS sta sopprimendo migliaia di posti in Svizzera e prevede 3000 posti in India, ma sottolinea che le due cose non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra. Swisscom sta creando a Lisbona una sede per servizi nei settori IT, sviluppo di software e finanze, secondo l’agenzia AWP con circa 40 collaboratori a partire dal 2027 e circa 200 a medio termine. Secondo un servizio di «Nau.ch», la delocalizzazione in India tocca in particolare l’ambito amministrativo e quello vicino all’informatica, compresi posti di livello inferiore.
Quanto sia difficile distinguere le cause lo mostra l’operatore di telecomunicazioni Sunrise. Il 23.10.2026 ha comunicato che pronuncerà 358 licenziamenti per motivi economici. A settembre si era ancora parlato di un taglio fino a 450 posti a tempo pieno. Stando a Sunrise, la ristrutturazione mira tra l’altro a risparmi considerevoli. Secondo il portale specializzato romando «ICTjournal», l’azienda annovera l’IA e l’automazione basata sui dati tra gli strumenti («outils») che intende impiegare nella ristrutturazione. Al momento dell’annuncio di settembre, Sunrise ha escluso completamente gli apprendisti dai tagli.
Dall’altra parte c’è la demografia. Secondo Deloitte, nei prossimi dieci anni circa 900 000 lavoratori raggiungeranno l’età di pensionamento, circa un quinto degli occupati. Nelle cure, nell’artigianato, nei trasporti e nell’istruzione, secondo lo studio, la quota delle persone con più di 55 anni è particolarmente elevata, mentre il potenziale di automazione dell’IA odierna è basso. In questi settori Deloitte prevede, nonostante l’IA, una crescente carenza di manodopera. Per la competitività della Svizzera, sostiene il capo economista di Deloitte Michael Grampp, conta la rapidità e l’efficacia con cui le aziende integrano l’IA generativa nel loro lavoro quotidiano: «Con essa devono diventare più produttive e qualificare i loro collaboratori per compiti mutati». Il suo collega Marc Beierschoder, responsabile IA e dati di Deloitte Svizzera, mette in guardia da un altro errore: «Il pericolo maggiore non è che l’IA sostituisca posti di lavoro». Più pericoloso, a suo dire, è che le aziende lascino invariati i loro modi di lavorare e vi sovrappongano semplicemente l’IA.
Arena: l’IA sottrae ai giovani i posti di primo impiego?
A favore: sì, sparisce la gavetta in ufficio
- Nel 2025 la quota degli annunci per un primo impiego era inferiore del 32 per cento alla media degli anni dal 2019 al 2022 (jobs.ch).
- Nelle professioni fortemente esposte all’IA la disoccupazione è aumentata fino al 27 per cento in più, tra gli sviluppatori di software è quasi triplicata (KOF).
- I laureati nei settori della tecnica e dell’IT e in scienze economiche faticano molto di più a trovare un impiego (UST).
- In base al tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO calcolato dall’UST, nel secondo trimestre 2025 la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è aumentata su base annua molto più del tasso complessivo.
- Ricerche, rapporti e analisi di mercato, con cui spesso iniziano i nuovi arrivati, si possono svolgere facilmente con l’IA, afferma l’economista Mathias Binswanger.
- Chi oggi non assume profili junior domani non avrà professionisti esperti.
Contro: no, nascono nuove opportunità
- Dal 2022 la disoccupazione giovanile registrata non è aumentata più della disoccupazione complessiva (SECO).
- Il mercato dei posti di tirocinio è stabile: fino a fine agosto 2026 sono stati conclusi circa 76 000 contratti di tirocinio, in linea con gli anni precedenti (SEFRI).
- Secondo Deloitte, l’IA non è in grado di compensare circa 900 000 pensionamenti in dieci anni; ciò depone a favore di buone opportunità per le nuove leve.
- David Stauffacher di Economiesuisse scrive che l’IA non distrugge i posti di lavoro di chi entra nel mondo del lavoro, ma crea posti di lavoro supplementari.
- Congiuntura, dazi e delocalizzazioni dovrebbero spiegare una parte del calo; gli studi non dimostrano un effetto causale dell’IA.
Che cosa possono fare ora i giovani e le aziende
Un riscontro dalla pratica depone a favore degli ottimisti. L’osservatorio del mercato del lavoro Amosa, che riunisce diversi Cantoni della Svizzera tedesca, ha interpellato poco meno di 6000 persone in cerca d’impiego e circa 700 aziende. Secondo Amosa, chi usa regolarmente l’IA ha ricevuto circa il 48 per cento di inviti in più a colloqui di lavoro. Le aziende hanno stimato che circa il 39 per cento delle candidature fosse stato redatto almeno in parte con l’IA.
Anche la formazione professionale reagisce. L’associazione ICT-Formazione professionale Svizzera ha creato un attestato professionale federale «AI Business Specialist»; secondo le informazioni dell’ottobre 2025, il primo esame di professione era previsto per l’autunno 2026. Il Fondo monetario internazionale riconosce alla Svizzera una buona posizione di partenza: il sistema educativo e di formazione professionale costituisce, a suo avviso, una solida base per l’impiego dell’IA. Un’integrazione più precoce delle competenze digitali e legate all’IA potrebbe preparare la Svizzera ancora meglio, scrive il Fondo. Ad aiutare i lavoratori ad adattarsi a esigenze che cambiano è soprattutto, secondo il FMI, una formazione continua a costi accessibili a metà della vita professionale.
Commento: non smantellare la scala
L’IA non toglie il futuro ai giovani in Svizzera. Chi lo sostiene deve spiegare perché dal 2022 la disoccupazione giovanile registrata non è cresciuta più rapidamente della disoccupazione complessiva e perché nel 2026 le aziende offrono tanti posti di tirocinio quanti l’anno precedente. Chi minimizza i segnali d’allarme deve però spiegare perché si moltiplicano gli informatici e i laureati in economia senza lavoro, perché nei sondaggi della Confederazione la disoccupazione dei giovani è a tratti cresciuta di più e perché solo il 5 per cento degli annunci per specialisti di IA riguarda posti fissi per profili junior.
La verità sta in ufficio. È lì che la macchina si fa carico della routine con cui generazioni di principianti hanno fatto la gavetta: verbali, ricerche, prime bozze, semplici lavori di programmazione. Un’azienda che affida questi compiti all’IA e per questo non assume più profili junior risparmia nel breve periodo. Nel lungo periodo sega il ramo su cui è seduta. I professionisti esperti non cadono dal cielo. Nascono da principianti a cui qualcuno ha dato una possibilità.
Con il tirocinio la Svizzera dispone di un modello che radica proprio questa mentalità nelle aziende. Sarebbe un errore fare economie su di esso proprio adesso. La responsabilità spetta alle aziende formatrici e ai giovani stessi. Devono imparare a padroneggiare i nuovi strumenti invece di temerli. Lo Stato non ha bisogno di emanare nuove prescrizioni a questo scopo. Deve fare in modo che i piani di formazione e la formazione continua tengano il passo con il ritmo della tecnologia.
Tutti i dati sono aggiornati al 30.10.2026. Dati sulla disoccupazione secondo la SECO (disoccupati iscritti, ultimo mese pubblicato: settembre 2026), tassi di disoccupazione ai sensi dell’ILO secondo l’UST (definizione dell’Organizzazione internazionale del lavoro). Il tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO dei giovani tra i 15 e i 24 anni è indicato fino al quarto trimestre 2025, l’ultimo valore che abbiamo potuto verificare in un comunicato dell’UST. I comunicati sul primo e sul secondo trimestre 2026 non indicano alcun valore per questa fascia d’età. I risultati della rilevazione di agosto del Barometro della transizione provengono dal servizio della SRF del 29.10.2026 sul comunicato della SEFRI; non abbiamo potuto consultare il comunicato stesso. Il numero dei disoccupati tra i 15 e i 24 anni nel settembre 2025 è ricavato dal confronto con l’anno precedente pubblicato dalla SECO. Le citazioni rilasciate in un’altra lingua sono state tradotte dalla redazione. Le fonti sono citate nella lingua originale.
Sullo stesso tema: Le star che non esistono: come i cantanti IA si impadroniscono delle classifiche · Bruxelles regolamenta, Zurigo costruisce: come la Svizzera vince la corsa all’IA restandone fuori (in tedesco) · Divieto dei social media per i bambini: l’Europa fissa il limite, la Svizzera esita
Fonti
- jobs.ch: KI-Report 2026, metodo e risultati (24.06.2026)
- Netzwoche: KI drängt Nachwuchskräfte aus Bürojobs (24.06.2026)
- Economiesuisse: KI vernichtet Jobs? Ein Mythos wird brüchig, contributo d’opinione di David Stauffacher (16.07.2026)
- Netzwoche: Künstliche Intelligenz hinterlässt deutliche Spuren auf dem Schweizer Arbeitsmarkt, KOF (27.10.2025)
- KOF, Politecnico federale di Zurigo: Jeremias Kläui e Michael Siegenthaler, KOF Studien n. 186 (ottobre 2025)
- Netzwoche: contributo di Michael Siegenthaler sull’aumento della disoccupazione (22.07.2026)
- SECO: Die Lage auf dem Arbeitsmarkt im September 2026 (06.10.2026)
- SECO: Die Lage auf dem Arbeitsmarkt im August 2026 (07.09.2026)
- SECO: dati sul mercato del lavoro, settembre 2022 (07.10.2022)
- SECO: dati sul mercato del lavoro, settembre 2023 (06.10.2023)
- Portale PMI della Confederazione: Arbeitslosigkeit im September 2024 gestiegen (16.10.2024)
- Nau.ch: Schweizer Arbeitsmarkt zeigt sich trotz Zollgewitter robust (06.10.2025)
- UST: Arbeitskräfteerhebung im 2. Quartal 2025 (19.08.2025)
- UST: Arbeitskräfteerhebung im 4. Quartal 2025 (17.02.2026)
- UST: Erwerbslosenquote (ILO) im 1. Quartal 2026 auf 5,2 Prozent (18.05.2026)
- UST: Erwerbslosenquote (ILO) im 2. Quartal 2026 auf 4,9 Prozent (18.08.2026)
- Cantone di Friburgo: Arbeitslos nach der Ausbildung, Anspruch auf Taggelder
- Moneycab: la SECO sull’aumento stagionale della disoccupazione giovanile in agosto (09.09.2020)
- Netzwoche: Kanton Zürich rechnet mit deutlichem Produktivitätswachstum durch KI (24.09.2026)
- FMI: Switzerland, Selected Issues, Country Report No. 26/234 (settembre 2026)
- UST: Erwerbslosigkeit der Hochschulabsolventinnen und -absolventen gestiegen (27.08.2026)
- Netzwoche: Erwerbslosenquote unter IT-Studienabsolventen verdoppelt sich (31.08.2026)
- AWP via Cash: Schweizer KI-Stellenmarkt wächst rasant, HSLU (08.10.2026)
- Netzwoche: Schweizer KMU buhlen um erfahrene KI-Fachkräfte, HSLU (09.10.2026)
- Nau.ch: Kündigungswelle, wie schlimm steht es um den Schweizer Arbeitsmarkt? (19.04.2026)
- PwC Svizzera: AI Jobs Barometer 2026 (15.06.2026)
- Nau.ch: KI im Arbeitsmarkt, besonders für Berufseinsteiger herausfordernd (26.09.2026)
- SEFRI: Berufsbildung in der Schweiz 2025
- SEFRI: Nahtstellenbarometer 2026, berufliche Grundbildung bleibt erste Wahl (11.06.2026)
- SEFRI: Lehrstellenmarkt Ende Mai 2026 (23.06.2026)
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- Netzwoche: Wie KI unsere Arbeit wirklich verändert, contributo di Alexander Bélaz (01.08.2026)
- Netzwoche: 120 Jugendliche bangen um ihre ICT-Lehrstelle (18.08.2026, aggiornamento 11.09.2026)
- Stanford Digital Economy Lab: Canaries in the Coal Mine?, revisione (12.08.2026)
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- IZA: Robert Fairlie e Jane Wu, The Early Impacts of AI on Employment among Recent College Graduates, Discussion Paper n. 18945 (settembre 2026)
- Nau.ch: Immer mehr Schweizer Firmen lagern Jobs nach Indien aus (23.03.2026)
- AWP via Cash: Swisscom plant neuen Standort in Lissabon (06.08.2026)
- Netzwoche: Sunrise baut definitiv Stellen ab, jedoch weniger als zunächst geplant (21.09.2026, aggiornamenti 13.10.2026 e 26.10.2026)
- ICTjournal: Sunrise précise la place de l’IA dans son plan de restructuration (12.10.2026, in francese)
- SRF: 49 Prozent machen Lehre, Schweizer Unternehmen halten ihr Lehrstellenangebot konstant (29.10.2026)
- Netzwoche: Generative KI kann die Pensionierungswelle nicht abfedern, Deloitte (22.10.2026)
- Netzwoche: KI öffnet Stellensuchenden mehr Türen zu Bewerbungsgesprächen, Amosa (15.04.2026)
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